06/03/2012

Difonie

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Finalmente ho potuto essere discepolo - insieme a pochi apprezzati eletti, diciamolo - del sommo Tran Quang Hai, il più grande interprete al mondo di tecnica difonica, ma soprattutto un Maestro, che legge nel tuo cuore, nel tuo animo, facendoti scoprire ciò che è bene per il tuo Spirito, ancor prima di insegnarti una tecnica, con pazienza, umiltà, dedizione, come uno qualunque, diciamo pure, come te. Sì perchè Tran non si presenta con stupefacenti mezzi tecnologici, circondato da vallette 45 anni più giovani di lui e già che ci siamo di 15 cm di più, tacco escluso.Fatta eccezione per un software didattico (di cui sottolinea il costo di 99 euro, ma altresì una soddisfacente free version demo) che consente di visualizzare gli armonici che la nostra voce sta esaltando, il nostro si presenta con uno scacciapensieri che in India e in Vietnam arriveranno a costare una decina di centesimi, abiti occidentali di costo basso, ma a guardarlo da vicino mostra almeno 15 anni di meno, segno che andare a distribuire bene in giro per tutto il mondo non fa invecchiare. Ha un'energia che non vedo in molti ventenni, uno stupore, una positività, che, non fatico ad ammetterlo, non ho mai posseduto neanche da bambino. Incoraggia, ma corregge con decisione, non ruba i soldi in tasca alle persone, che lo lascerebbero fare, circondato com'è dalla fama. La sua tecnica è stupefacente, ma è superata ancor più dal suo metodo di insegnamento, che non finisce quando finisce la lezione. Anche al di fuori ci si sente protetti, come figli di un padre spirituale, pur non mancando, per un equilibrio della comunicazione, momenti di ironia e di divertimento. Credo che alla mia età sia molto difficile essere così entusiasti di una persona e di un maestro e auspichiamo di mettere in pratica queste tecniche per volerci più  bene, prima ancora di penetrare mondi  lontani dai nostri come i repertori vocali della repubblica Tuva.    

12/02/2012

Spuma


 

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In questi giorni rigidi, che ci hanno fatto intendere che l'inverno - seppur con 50 giorni di ritardo - è arrivato - il principe esule si è recato in quel di Acqualunga, frazione di Frascarolo, a presiedere una giuria che doveva assegnare il premio alla miglior bevanda vintage analcolica dell'anno passato. Chi se non il Supremo Gran Maestro, nella sua più eccelsa espressione snob, avrebbe meglio potuto svolgere tale ambitissimo e imprescindibile compito?

E qui leggiamo lo stralcio del verdetto con le motivazioni addotte dal Nostro titolato:

3° posto Verdello Tomarchio (se ne consiglia l'uso a fine pasto per le proprietà digestive dei limoni di Sicilia ghiacciato o eventualmente pomeridiano con un pizzico di sale)

2° posto Bitter Paoletti (gli estratti agrumari le spezie e le erbe accordati in misura perfetta rendono tale bevanda analcolica gradevole e al contempo salutare)

1° posto ex aequo Spuma nera Baladin e Cedrata Ciappazzi (la prima per la rara ricerca di relazioni tra l'infuso di scorza dì arancia, la frazione rosa della radice di rabarbaro e il chinotto agrumato; della seconda ci si augura a breve una distribuzione capillare anche nella penisola affinchè tutti possano godere delle proprietà dissetanti dell'etrog)

 Prosit!

09/01/2012

Panormus

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E' difficile riportare a parole un'emozione: anche quando si tratta di una città. Pensare che da 20 anni dovevo raggiungere il capoluogo siciliano e anche l'anno scorso, per malattia, fui costretto a rinunciare. Palermo è davvero indescrivibile: pensavo di aver raggiunto il top per certi aspetti con Istanbul, Lisbona ancor più che Praga. E invece: tutto qui è illlimitato, sovraccarico. Con Genova credevo di conoscere uno dei centri storici più estesi e antichi del mondo. E invece. Si comprende molto bene quanto questa realtà per almeno 1750 anni abbia detto, nel mondo mediterraneo. Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani. Bizantini, Arabi, Normanni: e poi l'arrivo degli Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Borboni, Savoia e tutto sembra fermarsi. Palermo è stata per circa sei secoli seconda capitale: una ferita troppo grande, una dicotomia intollerabile per una città così raffinata di arte, di civiltà, di culture diverse che si integrano. E oggi? Oggi ti affidi ai mezzi pubblici pregando s. Rosalia per le attese a volte vane, attraversi la strada sgranando il rosario (il pedone è fondamentalmente un intralcio alla circolazione dei veicoli che occupano serenamente marciapiedi, strisce pedonali, e - nel caso degli scooter - viaggiano anche a 70 km, utilizzando come corsia supplementare il marciapiede, in una città di 700000 abitanti, di cui molti bambini). Ma è anche la città dove - da asporto - mangi come non avresti pranzato neppure in una trattoria di 50 anni fa, con i prezzi di 50 anni fa e merce fresca, squisita, genuina. Il mio occhio non aveva mai conosciuto macellerie con prelibatezze che oggi nessuno in occidente sa proporre (premetto che non amo molto carne e derivati): lo stesso potrei dire della pasticceria, altro settore per cui non vado molto ghiotto. E le scoperte di Palermo non si fermano qui: essa non è solo la Cappella Palatina, Monreale, qualche chiostro. E' edifici arabo-normanni, giardini all'interno di Chiese, chiostri che spuntano da caserme, chiese barocche splendenti di marmi policromi, mummie perfettamente imbalsamate in catacombe, uffici situati in ville, ospedali ricavati da monasteri e molto, molto altro: basti pensare ai banchi multicolori e multisapori di Ballarò appoggiati a chiese sconsacrate, che ovunque, anche in Italia ove tutto è Storia, sarebbero monumenti irripetibili. E potrei ricominciare - con una struttura circolare per celebrare Cortàzar - ma è anche in pieno centro palazzi, a rischio crollo, di famiglie nobili cadute in disgrazia...buon divertimento